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Te­ra­pia per i celiaci

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Co­loro che né sono af­fetti sono co­stretti a se­guire una dieta molto stretta e dif­fi­col­tosa, dal mo­mento che il glu­tine viene uti­liz­zato come ad­den­sante in nu­me­rose pre­pa­ra­zioni ali­men­tari, e spesso in modo non di­chia­rato.
 

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1 Il 25 agosto 2006 alle 16:05 giovanni ha scritto:

A che punto è la ricerca?

2 Il 25 agosto 2006 alle 16:55 fm ha scritto:

Pane e pa­sta, molto pre­sto, non sa­ranno più’ off-​​limits per i mi­lioni di ma­lati di ce­lia­chia in tutto il mondo. E’ or­mai vi­cino, in­fatti, il tra­guardo di una pil­lola da as­su­mere prima dei pa­sti e che per­mette di bloc­care l’effetto tos­sico del glu­tine, con­sen­tendo cosi’ a que­sti pa­zienti di ali­men­tarsi in modo nor­male. L’annuncio, frutto di una ri­cerca ita­liana, e’stato dato in oc­ca­sione del Con­gresso mon­diale sulla ce­lia­chia che si è svolto a Fi­renze. Una svolta fon­da­men­tale per il mi­glio­ra­mento della qua­lita’ di vita di que­sti pa­zienti, quella della pil­lola anti-​​celiachia, che de­riva da uno stu­dio con­dotto ne­gli Usa dall’equipe di Ales­sio Fa­sano, Di­ret­tore del Mu­co­sal Bio­logy Re­search Cen­tre all’Universita’ del Ma­ry­land, e re­cen­te­mente pub­bli­cato sulla ri­vi­sta in­ter­na­zio­nale ‘Pro­cee­dings of Na­tio­nal Aca­demy of Science’. Brevi an­che i tempi pre­vi­sti: i test sull’uomo sono ini­ziati in­fatti nel 2006 e la pil­lola, an­nun­ciano gli esperti, po­trebbe dun­que ve­dere la luce per la fine dell’anno in corso.
Ma come fun­zio­nera’ la ‘pa­sticca anti-​​celiachia’? La chiave e’ nella sco­perta di una pro­teina in grado di bloc­care la tos­si­cita’ del glu­tine im­pe­dendo il suo in­gresso nella pa­rete in­te­sti­nale. I ri­cer­ca­tori ita­liani hanno in­fatti di­mo­strato l’effettiva ca­pa­cita’ di al­cune mo­le­cole di bloc­care l’aumento di per­mea­bi­lita’ in­te­sti­nale, in­dotta dal glu­tine, in ani­mali da la­bo­ra­to­rio, aprendo cosi’ le porte alla spe­ri­men­ta­zione sull’uomo che è in corso.
La ce­lia­chia col­pi­sce in Ita­lia circa 55 mila per­sone ma, in realta’, sono ol­tre mezzo mi­lione gli ita­liani che non sanno di es­sere ma­lati. I ce­liaci sono co­stretti a una dieta ri­go­rosa, che mette al bando nu­me­rosi ali­menti: dalla pa­sta al pane ai bi­scotti, ma an­che le salse e tutto cio’ che puo’ es­sere ‘con­ta­mi­nato’ con la fa­rina, come ad esem­pio la frit­tura. I sin­tomi della ma­lat­tia (vo­mito, diar­rea, per­dita di peso) na­scon­dono di­fetti di ma­las­sor­bi­mento in­te­sti­nale de­gli ali­menti e pro­vo­cano di con­se­guenza gravi com­pli­canze: dall’osteoporosi agli aborti spon­ta­nei al te­muto lin­foma in­te­sti­nale.
I fu­turi trial cli­nici sull’uomo si ba­sano su studi re­la­tivi alla zo­nu­lina, la pro­teina che re­gola l’apertura dei ‘can­celli’ dell’intestino. La zo­nu­lina, ha spie­gato Fa­sano, ”e’ una spe­cie di chiave che apre le porte tra una cel­lula e l’altra della pa­rete in­te­sti­nale. L’intestino e’ in­fatti co­perto da un sin­golo strato di cel­lule, che for­mano una bar­riera for­mi­da­bile con­tro gli at­tac­chi esterni, ma i ce­liaci per­dono que­sta ca­rat­te­ri­stica pro­prio per­che’ pro­du­cono troppa zo­nu­lina. Ed e’ per que­sto — pro­se­gue l’esperto — che ‘in­va­sori’ come il glu­tine en­trano nell’organismo”. Poi­che’ non esi­stono mo­delli ani­mali di ce­lia­chia, ha ag­giunto il ri­cer­ca­tore, ”l’azione della zo­nu­lina e la per­dita della bar­riera in­te­sti­nale sono state stu­diate su ratti dia­be­tici, dato che ci sono ca­rat­te­ri­sti­che si­mili di rea­zione im­mu­ni­ta­ria in en­trambe la ma­lat­tie”.
L’ipotesi con­fer­mata dallo stu­dio, ha spie­gato Fa­sano, ”e’ che l’aumentata per­mea­bi­lita’ in­te­sti­nale, cau­sata dalla zo­nu­lina, per­mette il pas­sag­gio di so­stanze dall’ambiente, che in­du­cono il pro­cesso au­toim­mu­ni­ta­rio. Ab­biamo cosi’ trat­tato ratti dia­be­tici con l’inibitore della zo­nu­lina, una pro­teina sin­te­tiz­zata in la­bo­ra­to­rio, prima della per­dita della fun­zione di bar­riera. Gli ani­mali trat­tati — ha pro­se­guito — non solo hanno man­te­nuta inal­te­rata la bar­riera in­te­sti­nale, ma non hanno pro­dotto nep­pure gli au­toan­ti­corpi che sca­te­nano la rea­zione im­mu­ni­ta­ria”. Da qui l’idea di una pil­lola per i ce­liaci, con­te­nente un ini­bi­tore della zo­nu­lina da as­su­mere prima di pa­sti a base di fa­rine pe­ri­co­lose, in modo da evi­tare il con­tatto tra la zo­nu­lina stessa e le cel­lule in­te­sti­nali. In que­sto modo, ha sot­to­li­neato il ri­cer­ca­tore, si im­pe­di­sce il pas­sag­gio di glu­tine nel corpo, la suc­ces­siva rea­zione im­mu­ni­ta­ria e quindi il danno alla mu­cosa in­te­sti­nale: ”E’ come met­tere della ce­ra­lacca sulla toppa di una ser­ra­tura: la mo­le­cola non puo’ at­ti­vare le cel­lule”. Ma il grande van­tag­gio, ha con­cluso Fa­sano, ”e’ che l’azione dell’inibitore e’ mo­men­ta­nea, per cui tutto torna nelle con­di­zioni di par­tenza una volta pas­sato l’effetto”.

3 Il 26 agosto 2006 alle 21:23 Giovanni ha scritto:

Que­sta è un’altra sta­te­gia, che a mio av­viso po­trebbe ag­gire in si­ner­gia con l’enzima EP-​​B2, ma vor­rei sa­pere se ci sono sovità:sapevo che la fase uno dei trials pre­vi­sti è con­clusa, ma non so altro

4 Il 27 agosto 2006 alle 15:01 fm ha scritto:

I primi ri­sul­tati re­la­tivi alla spe­ri­men­ta­zione della pil­lola anti-​​celiachia sull’uomo sem­brano es­sere molto pro­met­tenti, con­ti­nuando di que­sto passo i trials po­treb­bero con­clu­dersi en­tro l’anno. La no­ti­zia è stata data da Ales­sio Fa­sano du­rante un con­gresso pie­mon­tese dell’Associazione ita­liana ce­lia­chia (Aic) te­nu­tosi a To­rino.
Poco più di un anno fa (aprile 2005) in­co­min­cia­rono a cir­co­lare delle voci sulla spe­ri­men­ta­zione di una pil­lola anti-​​celiachia che avrebbe per­messo la rein­te­gra­zione di ali­menti come pane e pa­ste nella dieta delle per­sone che sof­frono di ce­lia­chia. Lo stu­dio che in un fu­turo po­trebbe ri­dare il pia­cere di man­giare de­ter­mi­nati tipi di ali­menti an­che alle per­sone che pre­sen­tano que­sta par­ti­co­lare forma di in­tol­le­ranza è frutto di un team ame­ri­cano coor­di­nato da un ita­liano, Ales­sio Fa­sano, di­ret­tore del Mu­co­sal bio­logy re­search cen­tre all’università del Maryland.

La pil­lola, nel caso su­pe­rasse tutte le fasi di spe­ri­men­ta­zione, po­trebbe es­sere messa in com­mer­cio non prima della metà del 2007. L’obiettavo dei ri­cer­ca­tori è quello di pro­durre una pil­lola che as­sunta prima dei pa­sti per­metta di bloc­care l’effetto tos­sico del glu­tine, in que­sto modo i pa­zienti af­fetti da ce­lia­chia po­treb­bero ali­men­tarsi in ma­niera “normale”.

Ma come fun­ziona que­sta pil­lola ? Il nuovo far­maco è in grado di bloc­care l’effetto tos­sico del glu­tine agendo sulla zo­nu­lina, una pro­teina re­go­la­trice della per­mea­bi­lità epi­te­liale at­tra­verso un’azione di mo­du­la­zione delle giun­zioni ser­rate tra cel­lule con­ti­gue. In pa­role po­vere que­sta pro­teina è una spe­cie di chiave che apre le porte tra una cel­lula e l’altra della pa­rete in­te­sti­nale, l’intestino è co­perto da un sin­golo strato di cel­lule che for­mano una bar­riera for­mi­da­bile con­tro gli at­tac­chi esterni ma i ce­liaci per­dono que­sta ca­rat­te­ri­stica pro­prio per­ché pro­du­cono troppa zo­nu­lina, per que­sto mo­tivo il glu­tine, una volta in­tro­dotto nell’organismo, sca­tena una ri­spo­sta autoimmunitaria.

I primi test di que­sta nuova pil­lola ven­nero com­piuti sui topi dia­be­tici, que­sto per­ché non esi­ste un mo­dello ani­male di ce­lia­chia e il dia­bete è una ma­lat­tia che pre­senta molti punti in co­mune. Suc­ces­si­va­mente sono ini­ziati i primi test sull’uomo, prima su sog­getti sani per esclu­dere even­tuali ef­fetti tos­sici della pil­lola e suc­ces­si­va­mente sui pa­zienti malati.

A feb­braio di quest’anno (2006) sono stati fatti fi­nal­mente i primi test per ve­ri­fi­carne i be­ne­fici sull’uomo, la spe­ri­men­ta­zione ha coin­volto ven­tuno ce­liaci ame­ri­cani e i ri­sul­tati ot­te­nuti sono stati estre­ma­mente pro­met­tenti. Nel mese di lu­glio è ini­ziato un test più esteso che ha coin­volto al­cune de­cine di mi­gliaia di pa­zienti con gruppi di con­trollo an­che in Italia.

La pil­lola è stata som­mi­ni­strata ai vo­lon­tari af­fetti da ce­lia­chia senza che essi né fos­sero a co­no­scenza in­sieme a una dieta con glu­tine, que­sto per evi­tare pos­si­bili al­te­ra­zioni dei ri­sul­tati. I pa­zienti coin­volti nel test non hanno pre­sen­tato i clas­sici sin­tomi con cui la ma­lat­tia si ma­ni­fe­sta come ad esem­pio la diarrea.

An­che se i ri­sul­tati ot­te­nuti fino ad ora sono molto pro­met­tenti, è sem­pre bene non farsi pren­dere dai fa­cili en­tu­sia­smi, prima di tutto bi­so­gnerà com­ple­tare la fase spe­ri­men­tale e ve­ri­fi­care che non ci siano ef­fetti collaterali.

5 Il 3 settembre 2006 alle 14:10 Giovanni ha scritto:

An­che que­sto lo sa­pevo: ci sono no­vità dell’ultima ora?
Si di­ceva che a Lu­glio di quest’anno sa­rebbe do­vuta ini­ziare una nuova fase dei trials in ame­rica e forse an­che in Eu­ropa. Che se né sa?

6 Il 3 settembre 2006 alle 14:49 fm ha scritto:

“I primi test sull’uomo della pil­lola anti-​​celiachia sono estre­ma­mente pro­met­tenti”. La buona no­ti­zia ar­riva dal Ma­ry­land, ne­gli Stati Uniti, e a ri­fe­rire dei primi ri­sul­tati po­si­tivi della spe­ri­men­ta­zione è il ca­po­pro­getto, Ales­sio Fa­sano, un ri­cer­ca­tore na­po­le­tano “emi­grato” tre­dici anni fa ol­tre l’ Atlan­tico. La prima spe­ri­men­ta­zione della pil­lola è stata som­mi­ni­strata a ven­tuno ce­liaci ame­ri­cani e a lu­glio nuo­va­mente ese­guito un al­tro test, più esteso. “Se tutto fun­zio­nerà nel modo cor­retto, come pare ve­ri­fi­carsi fino ad oggi, con­fessa Fa­sano, che di­rige il Mu­co­sal bio­logy re­search cen­tre dell’Università del Ma­ry­land, sull’East Coast — po­tremmo ter­mi­nare i trials en­tro l’anno, dopo aver esteso la spe­ri­men­ta­zione fi­nale a de­cine di mi­gliaia di pa­zienti, an­che in Ita­lia”. A set­tem­bre dell’anno scorso, sono ini­ziati i test sull’uomo, prima su sog­getti sani poi su quelli ma­lati. La pil­lola è ri­volta pro­prio a chi vuole avere la li­bertà di man­giare quello che crede, an­che una pizza con gli amici”. La pil­lola anti-​​celiachia, dun­que, non è una cura né’ un vac­cino, ma una so­lu­zione per vi­vere me­glio. E per i ma­lati (mezzo mi­lione solo in Ita­lia, di cui solo 60 mila dia­gno­sti­cati) non è cosa da poco.

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