Verdi e socialisti in Spagna contro la corrida
Con buona pace di Ernest Hemingway, che considerava la corrida una metafora tragica della vita umana, nella Spagna del XXI secolo, pronta a difendere i ‘diritti umani’ delle Grandi Scimmie, è iniziato forse il momento della resa dei conti per il sanguinario spettacolo. Il deputato Verde, e membro del gruppo socialista alla camera, Francisco Garrido ha oggi infatti annunciato, insieme al senatore di Icv (eco-socialisti catalani) Jordi Guillot la creazione di una lobby parlamentare per giungere all’abolizione della “barbara e anacronistica corrida de toros”.Garrido è anche il promotore del progetto non di legge presentato al congresso, per concedere diritti speciali alle grandi scimmie, considerate vicinissime geneticamente all’uomo. Quando l’iniziativa fu presentata con il forte sostegno del Progetto Grande Scimmia molti obiettarono che ci si preoccupava tanto dei primati mentre si continuano ad ammazzare tori nelle arene. E già allora Garrido aveva spiegato che lottando per le scimmie si lotta a favore di tutti gli animali, nonché dell’uomo i cui diritti si vedono ulteriormente estesi.
Ma adesso il deputato Verde è stato costretto a scendere direttamente e di corsa in campo a favore dei tori in risposta all’iniziativa di un gruppo di senatori di tutti i gruppi che si apprestano domani a annunciare ufficialmente la creazione della Associazione Parlamentare Taurina. Garrido e Guillot hanno scritto una lettera al presidente del senato per invitarlo a dissociare la camera alta da un’iniziativa che è “un’autentica vergogna nazionale”. Secondo i due esponenti ecologisti, il senato dovrebbe infatti impegnarsi “nella difesa dei diritti degli animali” e non per “l’uccisione dei tori”.
Entusiasta della creazione della Associazione taurina si è invece detto il Sindacato degli allevatori di tori (Uctl) che l’ha definita “molto positiva” per il futuro della categoria e delle corride e per la soluzione dei “numerosi problemi normativi, amministrativi e sanitari con cui si deve confrontare”.
Garrido e Guillot hanno definito “assurdo” che “in pieno secolo XXI ” i tori continuino ad essere vittime della corrida “uno spettacolo barbaro e fuori del tempo che si giustifica solo con ragioni economiche”. Ed hanno denunciato “l’aumento smisurato” delle sovvenzioni pubbliche alle feste taurine nonché da parte della televisione di stato che dedica grandi somme alla trasmissione delle corride. E ciò proprio mentre invece negli ultimi anni, secondo le inchieste di opinione, la partecipazione alle corride ha cominciato a diminuire.
I due deputati sperano che alla “lobby parlamentare in difesa dei diritti degli animali e contro le corride di tori” aderiscano deputati, senatori ed europarlamentari di tutti i partiti per poter lottare in maniera efficace contro la corrida e arrivare alla sua abolizione attraverso campagne di sensibilizzazione sociale.
Una campagna nazionale contro le corride era già stata lanciata lo scorso anno dall’organizzazione ‘Ecologisti in azione’ che denunciavano “la tortura, la sofferenza e la morte dei tori” nonché “il disprezzo nei confronti dei diritti degli animali” che, attraverso la festa dei tori, “trasmettono valori negativi alla società” e turbano in particolare “lo sviluppo mentale ed etico dei bambini”.