Cena indimenticabile per Beyoncè Knowles
Una cena davvero indimenticabile per Beyoncé Knowles quella di mercoledì 14 giugno, al famoso ristorante Nobu 57 di New York. Specialità del giorno? “Pellicce”. In particolare quelle che la ex-cantante del gruppo Destiny Child ama indossare. A inserirle “nel menu” sono stati alcuni attivisti della Peta (People of the Ethical Treatment of Animals), noto gruppo animalista, che da mesi “davano la caccia” alla cantante per convincerla a smettere di indossare i costosi capi in questione a prendere posizione contro le uccisioni di animali necessarie per realizzarle.Dopo innumerevoli e-mail, fax, appostamenti fuori dei suoi concerti eccetera, i “mordaci” animalisti hanno escogitato un sistema originale: organizzare una finta lotteria sul sito “eBay” destinata ai fans di Beyoncé. Il premio era una cena da Nobu 57 con la cantante. Ovviamente il vincitore era scontato. E così la cantante di colore si è ritrovata a dover gestire, non senza difficoltà, un gruppo di fans affatto particolare (come dimostra il video sul sito Tmz.com), che , giusto per rompere il ghiaccio, ha servito come aperitivo alcuni concetti come “Perchè non spieghi ai tuoi fans come mai non ti interessa per nulla che visoni, cincillà e volpi siano gasate, strangolata, elettrificate e uccise in altri modi orrendi pur di indossare le tue pellicce?”
Se il buon menu si vede dall’aperitivo figuriamoci che “primi” e che “secondi” la Peta aveva preparato per Beyoncé, tra i quali infatti figurava un filmato proiettato su un lettore Dvd portatile in cui le torture in questione venivano illustrate senza tanti complimenti. Infatti la cena non è stata digerita benissimo dalla cantante, visto che dopo essere rimasta attonita dagli inaspettati fans, dai quali forse si aspettava al più qualche forma di fastidiosa “adorazione”, ha reagito e ha ottenuto che fossero accompagnati fuori dal ristorante, peraltro tra le loro risentite proteste. “Noi rispettiamo il lavori di Beyoncé” hanno sottolineato con forza gli animalisti, che hanno voluto utilizzare il clamore suscitato dalla vicenda per richiamare l’attenzione sul loro sito FurilsDead.com, che si occupa, per l’appunto, delle campagne anti-pelliccia.