Come fare sempre bei sogni
Sarà capitato a tutti di andare a letto augurandosi di fare sogni piacevoli, oppure di svegliarsi al mattino ricordando vagamente un sogno, senza però riuscire a far riemergere dall’inconscio tutti i particolari. E a chi non piacerebbe poter condizionare la propria attività onirica e sapere che così il proprio sonno non sarà turbato da incubi o rivelazioni dolorose o sgradevoli del proprio io più profondo?
Una ricerca condotta da William Dement, professore presso il Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali nonchè direttore del dipartimento “Sleep Research and Clinical Programs” della Stanford University spiega che alcuni piccoli accorgimenti aumentano le probabilità di fare un sogno lieto, e svela anche semplici trucchi che permettono di ricordarsi meglio i sogni. In pratica, quindi, per “attivare” l’altrui attività onirica sarebbe sufficiente, per esempio, avvicinare una boccetta di profumo al naso del dormiente, oppure soffiargli dell’aria sul viso con un ventilatore o fischiettare vicino alle sue orecchie. Invece, per condizionare il sonno e aumentare la probabilità che chi dorme faccia sogni lieti, basta accendere una luce nella stanza in cui la persona sta riposando. Mentre è più probabile che il buio porti incubi e sogni cattivi.
Infine, spiega Dement, la quantità di informazioni e immagini oniriche che riusciamo a ricordare una volta svegli dipende dal tempo trascorso tra la fine del sogno e il momento del risveglio: gli studi condotti a Stanford su un campione di volontari hanno mostrato che i soggetti risvegliati durante la fase REM (rapid eye movement), ovvero la fase più superficiale del sonno, sono stati in grado di ricordare buona parte del contenuto dei proprio sogni, mentre praticamente nessuno dei soggetti svegliati dopo 15 minuti dalla fine del sonno in fase REM ha ricordato di aver sognato. Questo perchè l’area del cervello preposta allo spostamento delle informazioni dall’archivio della memoria a breve termine a quello della memoria a lungo termine è praticamente spenta durante il sonno profondo. Quindi c’è maggiore possibilità di ricordare i sogni se ci si sveglia prima che le informazioni siano cancellate dalla “memoria a breve”, e durante il sonno REM vi è un’attività elettrica intensa proprio dei circuiti nervosi da cui dipendono le memorie recenti. Il dottor Dement, autore del volume “The Promise of Sleep”, è impegnato nello studio del sonno fin dagli anni 50: ha partecipato alle prime ricerche e osservazioni sul sonno REM (rapid eye movement) e ha analizzato gli effetti della deprivazione da sonno e i suoi disordini.
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o fatto un sogno meraviglioso sembrava vero vorei tanto che diventase realta ma so che e inpossibile ammeno vorei sognorlo sempre vi prego dicetemi come devo fare per risognarlo