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Dai mari ai cieli: gli animali a rischio in Italia

Cavalluccio.marino.jpgEcco alcune delle categorie più importanti inserite nell’ultima Lista Rossa italiana:
MARE IMPOVERITO - Si confermano nell’arca italiana la balenottera comune, il delfino comune e il tursiope, il grampo, l’orca, la foca monaca, la tartaruga marina caretta caretta e la tartaruga liuto (sporadica sulle nostre coste), numerosissime specie di squali e mante e le due specie di cavalluccio marino. Un elenco che denuncia come sia la distruzione degli ambienti costieri, sia la pesca non selettiva e l’inquinamento siano ancora fattori di rischio per il nostro ambiente marino.IL CASO DI SICILIA E SARDEGNA- Due isole che racchiudono numerosissimi endemismi, ovvero specie esclusive, spesso limitati in aree ristrette e quindi ancora più vulnerabili. La rarefazione è avvenuta soprattutto tra le piante, come in Sicilia l’abete dei Nebrodi, in pericolo critico con solo 29 esemplari oggi ancora esistenti nell’area del Parco Regionale delle Madonie, la Calendula marittima, la zelkova sicula, rarissima la cui distribuzione è sempre più ridotta, minacciata da qualunque minima perturbazione ambientale, la viola di Ucria. Mentre in Sardegna rischiano di scomparire le due aquilegie del Gennargentu (barbaricina e nuragica), la Poligala sinisica o il raro ribes sardo, il lamyropsis microcephala, una specie di cardo sempre del Gennargentu, e la buglossa sarda, una specie di borragine che cresce sulle dune. Nelle due isole tra gli animali più a rischio ci sono rettili e anfibi: in Sardegna per esempio a rischio tutti i geotritoni, che vivono in ambiente di caverna o fortemente umidi, l’euprotto (il tritone sardo) considerato l’ anfibio più raro d’Europa, lo speleomante di Monte Albo (Sardegna) che come tutti i geotritoni è messo in serio rischio dai cambiamenti ambientali e da un commercio per collezionismo miliardario, la lucertola di Bedriaga. Inoltre sono stati inserite il macaone sardo (una farfalla endemica) e ancora il muflone. Sicilia: spicca tra le rarità l’anatra marmorizzata, tornata di recente a nidificare in Italia (sud della Sicilia) e di cui pochi esemplari sopravvivono oggi in aree umide protette dalla Regione Sicilia ed affidate in gestione al Wwf.
ANCHE IL GHIRO SE NE VA - A sorpresa nella Lista rossa ci sono animali apparentemente più comuni come il ghiro, lo scoiattolo rosso, sempre più incalzato dalla più invasiva specie introdotta americana, e poi altri piccoli roditori come il topo quercino, il driomio e il topolino selvatico alpino, quello delle risaie. Sempre più nutrito il gruppo dei pipistrelli, quasi tutti quelli presenti in Italia sono inseriti nella Lista rossa, un gruppo di animali particolarmente sensibile ai cambiamenti del loro ambiente come l’inquinamento e la distruzione delle delicate aree rifugio.
IL POPOLO DEI CIELI - Anche gli uccelli italiani sono a rischio: decine di specie a rischio tra cui spiccano la moretta tabaccata, (un’anatra tipica delle aree umide mediterranee da bel colore ferruginoso), l’albanella pallida, il re di quaglie, il gabbiano corso dal becco rosso corallo, la gallina prataiola, il nibbio reale, il falco grillaio (tipico degli ambienti steppici della Puglia e Basilicata).
L’AMBIENTE FLUVIALE - Lontra a rischio: la specie più elusiva e preziosa dei nostri fiumi è tra le specie elencate dalla Lista Rossa per la trasformazione degli ambienti fluviali e l’inquinamento, le minacce maggiori per questo mammifero che sopravvive con poche popolazioni in Basilicata, Campania, meno in Calabria e Molise. Il segnale di pericolo per questi ambienti arriva anche dai pesci : a rischio il carpione del Garda, l’alborella appenninica, tutte le specie di Storione. Non solo dai fiumi, ma anche dalle altre zone umide come laghi e stagni rischia di sparire anche la piccola tartaruga d’acqua dolce (emys orbicularis) soppiantata dalle più aggressive tartarughe di specie non italiane immesse senza regole nei corsi d’acqua o nei laghi.
GLI INSETTI - Non mancano molte specie di formiche dalla Lista Rossa italiana che, insieme ad alcune farfalle, come la farfalla Apollo, la Licena, e un coleottero considerati tra i più belli d’Europa, la rosalia alpina, dalla livrea azzurro cenere con macchie nere e lunghissime antenne presente nelle faggete delle Alpi e dell’Appennino, completano l’elenco dei “più piccoli” a rischio.

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