Tracciabilita’ degli alimenti
Alla luce dei diversi episodi di patologie collegate all’assunzione di cibo contaminato (dal morbo della mucca pazza all’E. coli, alle salmonelle) verificatesi nello scorso decennio, l’Unione Europea ha deciso di lanciare il progetto GeoTraceAgri per la completa tracciabilità dei prodotti alimentari.
“Nel quadro delle discussione con la World Trade Organization (WTO)” ha detto Michel Debord, il coordinatore del progetto, “la certificazione dell’origine dei prodotti alimentari è un’esigenza vitale per l’Europa. Gli americani preferiscono certificare la qualità di un prodotto affidandosi al brand, e non attribuiscono una reale importanza alla sua origine. I consumatori europei, invece, vogliono sapere da dove proviene il cibo che mangiano.“
L’idea sottostante a GeoTraceAgri è di trarre vantaggio dai progressi nelle tecnologie delle comunicazioni, dalle immagini da satelliti, dalle tecniche di mappatura per rendere precisa e accessibile in tempo reale, la tracciabilità dei prodotti alimentari.
Nella prima fase del progetto verranno definiti indicatori e classi di indicatori rilevanti per la tracciabilità geografica in agricoltura, comprendenti informazioni su mappe, terreni, acque, relative alle diverse regioni di produzione da certificare, da arricchire progressivamente e implementare in una banca dati.
Per i prodotti, alla fine, dovrebbe diventare possibile controllare l’intera filiera che porta il prodotto dalla fattoria al bancone del negozio direttamente su Internet, attraverso portali sicuri appositamente sviluppati allo scopo.
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xkè nn mettere la ’ al posto di ?
attendiamo una risposta arrivederci
Purtroppo il cambio del server di questo blog ha fatto qualche pasticcio, problemi di compatibilita’, ma vi ringrazio per la segnalazione.
La tracciabilità alimentare non deve essere visto come una legge “obbligo” perchè può portare benefici oltre che al consumatore anche al produttore.
Perchè ? Immaginate che venga individuato un alimento “malato”, l’azienda produttrice rischia, se non ben organizzata (con un buon software di tracciabilità della produzione: http://www.infoperativa.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1775&MEC_ID=130&MEC_IDFiglie=192&ARE_ID=32), rischia la chiusura della produzione per parecchie settimane o mesi se fino a che non si viene a capo del problema. Con una buona automazione dei processi riesce a dare invece risposte immediate! Inoltre, grazie ai software di tracciabilità, l’azienda, sempre in caso di merce “difettata” non rischia di disperdere tutto quello che ha nel proprio “magazzino”, ma rintracciando i lotti da eliminare salva quelli “sani”.
Sono il Dott. Cesare Martino, consulente tecnologo alimentare di Lecce.
La tracciabilità è uno strumento che dovrebbe consentire di risalire lungo la filiera alimentare, fino al produttore al fine di poter individuale i destinatari di merce dannosa per la salute pubblica. A volte ritengo questa tracciabilità eccessiva e sproporzionata. Cosa può fare il piccolo esercente per gestire tale sistema? Comunque le sanzioni per chi non lo applica ci sono e vengono comminate.