La macchina che fa i piatti
Dal Mit un nuovo prototipo che rivoluziona la cucina del futuro: non solo lava i piatti, ma li costruisce su misura all’istante.
CAMBRIDGE, (Usa) – «Caro, li fai tu i piatti stasera?», questa classica frase del manage domestico quotidiano potrebbe essere in futuro presa alla lettera. I piatti non occuperanno più prezioso spazio nelle credenze, non si laveranno, né si compreranno nei negozi. Si faranno su misura poco prima di cena, nella quantità desiderata, e si ricicleranno in materiale nuovo con la semplicità con cui si carica una lavastoviglie. Si tratta al momento solo di un prototipo, ma il DishMaker inventato dagli scienziati del Counter Intelligence Group del Mit Media Lab, sembra un’invenzione davvero molto promettente.
TANTI E SUBITO – La macchina, grande come una normale lavastoviglie, è in grado di produrre fino a 150 piatti al ritmo di uno ogni 90 secondi. Sono stoviglie – piatti, fondine o tazze - di materiale acrilico, solide e colorate, dal design semplice ma gradevole. DishMaker usa una dotazione di dischi di materiale plastico, che scalda e modella sul momento per creare i piatti richiesti. Poi, una volta finito il pasto, si possono restituire i piatti usati alla macchina, che li pulisce e li trasforma nuovamente in cialde piatte pronte all’uso. I suoi prodotti non si possono considerare equivalenti a quelli di ceramica, dal fascino intramontabile, ma certamente costituiscono un’alternativa più ecologica e valida a quelli di plastica usa e getta.
IDEALE PER LE COMUNITÀ – I vantaggi di una fabbrica domestica di vasellame sono evidenti soprattutto se si pensa a situazioni come ristoranti, comunità, ospedali, ostelli, in cui i commensali possono essere molto numerosi e variare di giorno in giorno, e dove non ci sono particolari esigenze estetiche nell’apparecchiare la tavola. Inoltre, come sottolineano i ricercatori del Mit, si tratta di una soluzione amica dell’ambiente: il risparmio energetico con il piatto fai-da-te è assicurato, e il materiale si recupera e riusa al 100%. Ci sono ancora una serie di punti deboli che dovranno essere risolti prima di rendere il DishMaker davvero appetibile: adesso ad esempio non si può variare la dimensione e il design del prodotto, e la macchina non è ancora in grado di creare bordi sottili, come ad esempio quelli dei bicchieri. C’è ancora qualche problema anche in fase di lavaggio, ma la soluzione più ovvia, quella di incorporare le funzioni di una lavastoviglie, non convince i suoi ideatori: troppo semplice. Meglio – dicono – mettere a punto un sistema di lavaggio a secco per vasellame. E si rimettono al lavoro.
(Francesca Martino)