Allarme storione
MOSCA - Allarme caviale: negli ultimi vent’anni la pesca di frodo ha ridotto di circa il 90% la popolazione degli storioni nel Mar Caspio. Se si va avanti di questo passo la piu’ famosa e costosa prelibatezza russa sara’, tra qualche anno, soltanto un lontano ricordo.
L’allarme riguarda il caviale nero, costituito da uova di storione, mentre per il rosso - molto piu’ a buon mercato - no problem: in questo caso la materia prima sono i salmoni, allevati su scala industriale e assolutamente non a rischio di estinzione.
Proprio per evitare la scomparsa totale degli storioni gli americani hanno appena deciso il blocco delle importazioni di caviale nero, in particolare nella sua variante piu’ squisita e cioe’ il beluga (riconoscibile perche’ le uova sono piu’ grandi e tendono al madreperlaceo).
Anche i russi cercano di correre ai ripari, almeno sulla carta: il ministro della Pesca Aleksei Gordeev ha appena proposto che tutto il business del caviale (in russo ikra’) diventi monopolio esclusivo dello stato federale e che le uova di storione non siano piu’ vendute liberamente nei mercati ma soltanto in un numero ristretto e controllato di negozi specializzati. Da parte sua Aleksandr Zhilkin, governatore della regione di Astrakhan, affacciata sul Caspio, ha deciso l’estate scorsa di vietare per un anno la ”pesca industriale” degli storioni. In Russia pero’ la questione piu’ delicata e’ il passaggio dalle buone intenzioni all’azione concreta: l’ukaz del governatore e’ rimasto per ora lettera morta e si calcola che il caviale prodotto e venduto di contrabbando sia da 12 a 14 volte superiore al volume ufficiale di 200 tonnellate all’anno.
Il governatore di Astrakhan spera che abbia un impatto molto positivo per i poveri storioni del Caspio il blocco dell’import deciso dagli Stati Uniti ma in effetti esiste un grosso problema di mercato interno: appena 40 tonnellate del caviale nero ufficiale (oltre al beluga ne esistono in commercio altre tre varianti a seconda del tipo di storione: osetrina, sevriuga e sterliazh) finiscono all’estero mentre il resto viene divorato dai russi che lo pagano tuttora molto poco rispetto ai prezzi internazionale. Un chilo di ottimo beluga costa nei mercati ex-colcosiani di Mosca circa 400 dollari, una somma con la quale negli Stati Uniti se ne acquistano soltanto centoventi grammi. Non parliamo poi di quello rosso, che spesso non e’ meno gustoso del nero ed e’ venduto in Russia circa 35 dollari al chilo.
Il futuro degli storioni del Caspio - molto poco roseo a causa della corruzione dilagante - non e’ ad ogni modo un problema limitato alla Russia post-comunista ma coinvolge a pieno titolo gli altri quattro Paesi affacciati su quel mare e cioe’ Iran, Azerbaigian, Kazakhstan, Turkmenistan.
A piu’ riprese sono state concordate iniziative collettive a cinque per la difesa degli storioni (una specie vecchissima, minacciata anche dall’inquinamento) ma finora alle parole non sono seguiti i fatti. E nemmeno gli Omon, le teste di cuoio russe, mobiltati su Caspio con tanto di elicotteri e avanzati sistemi elettronici di sorveglianza e comunicazione, hanno sortito il minimo effetto.
(Ansa)