Giovedì 1 Settembre 2005
È con l’esperienza che è nata la mia convinzione che bisogna condividere il proprio sapere, intellettuale, culturale e culinario. È proprio perchè io ne sono il frutto e mi impegno in prima persona che la trasmissione del sapere è un credo di vita, un credo di sopravvivenza. Bisogna avere il coraggio di accettare una vocazione e di farla crescere. L’eccellenza, in gastronomia come in tutte le arti, non è innata. Ci si avvicina gradualmente, per tentativi successivi, mettendola in pratica sistematicamente e ripetendo i gesti più impegnativi. Eccoci al cuore del tema: la cucina è un’arte, un’arte esatta. Posso essere un cattivo scrittore, ma si troverà sempre chi apprezzerà la mia prosa e la definirà modera. Non posso però essere un cattivo cuoco: tutti se ne renderebbero conto. Sinchè non si è fatta propria questa certezza, non si diventa dei buoni cuochi. Leggi il resto »