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Contro l’infarto mangiate tonno e salmone

I cardiologi Usa: contro l’infarto mangiate tonno e salmone

C’è una nuova entrata nella lista dei cibi che fanno bene alla salute. Si tratta del pesce cosiddetto grasso, ovvero il salmone, il tonno e simili. Lo hanno consigliato - per la prima volta in maniera ufficiale - i cardiologi americani nelle nuove linee-guida della American Heart Association, pubblicate il 21 aprile sulla rivista scientifica “Circulation”.

Secondo gli esperti, il pesce andrebbe consumato almeno due volte alla settimana per assumere le quantità raccomandate degli acidi grassi Omega-3, che hanno un effetto positivo sulla salute cardiocircolatoria. “Il nostro consiglio - ha spiegato il dottor Robert Eckel dell’Aha - è basato su studi che hanno dimostrato che chi consuma pietanze a base di pesce almeno due volte alla settimana ha un ridotto rischio di infarto”.

L’associazione, inoltre, raccomanda una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali, latte scremato, formaggi magri e carni bianche. La frutta e la verdura andrebbero mangiate quotidianamente, almeno cinque volte al giorno, così come le fibre dei cereali.

Le autorevoli raccomandazioni - che generalmente vengono fatte proprie dai medici di tutto il mondo - riguardano anche le misure per combattere l’obesità: attenzione alle diete lampo, magari con aiuti farmacologici; oppure alle diete fai-da-te con le quali non si dimagrisce e si negano all’organismo nutrimenti preziosi; ancora, stop alle diete ad elevatissimo contenuto di proteine e zero grassi che recentemente sono molto di moda negli States. “Bisogna diffidare - ha specificato Robert Eckel - dei regimi alimentari che portano a una riduzione molto veloce del peso, perché potrebbero avere effetti dannosi nel medio o lungo termine”.

“Se le persone seguissero questi suggerimenti ci sarebbe un netto miglioramento delle condizioni globali di salute”, ha dichiarato il professor Meir Stampfer, della Harvard School of Public Health.

Dall’Italia, Francis Reedy, chirurgo vascolare al San Raffaele, ha commentato: “Si conoscono i benefici degli Omega 3 che si trovano prevalentemente in alcune varietà di pesce; a questo proposito l’opinione dei medici è abbastanza concorde e ci sono da tempo in commercio anche farmaci specifici. È comunque meglio che queste sostanze vengano assunte in maniera naturale con la dieta, quindi ha fatto bene a includerle l’American Heart Association”.

“Purtroppo - ha continuato Reedy - nel nostro Paese non esiste un documento simile che fornisca le informazioni alimentari utili ai cittadini, anche se sarebbe auspicabile. Data la situazione che c’è in Italia non è possibile farlo. In che senso? I consigli alimentari devono essere sostenuti da ricerche che ne comprovino l’efficacia, e specialmente ricerche di tipo statistico in cui gli americani eccellono, anche perché hanno molti più soldi per la ricerca; forse il problema è proprio questo”.
(Fabio Santolini)

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